Cosa bere durante le feste: il web abbonda di consigli sui vini da abbinare al cappone o ai tortellini, al panettone o al pandoro e via così. Il che è pretesto per elencare etichette particolari che popolano il nostro immaginario di appassionati/esperti.

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Non so voi, ma io tra la mamma diabetica e la badante che distingue appena vino bianco da vino rosso, proprio durante le feste ho necessità di astenermi dall’alcol. Perché un conto è bere da soli, stappare, cioè, una bottiglia in solitudine e assaporarne il contenuto nella quiete della propria dimora, concentrandosi meglio che in compagnia su gusto e retrogusto, un conto è essere gli unici a bere in una tavolata di astemi: orrore!

Penso che in tutte le famiglie tipo ci siano nonni e nipotini che col vino hanno poco o nulla a che fare, o zie e prozie che bagnano giusto le labbra per santificare la festa, sicuramente il parente pronto a dirci che ha comprato un vino buonissimo e che vuole farcelo assaggiare visto che siamo esperti (chissà perché chi non capisce di vino vuole sempre regalarne uno a chi ne capisce) e la sola idea di stappargli la bottiglia “buona” ci fa rabbrividire perché tanto non saprebbe apprezzarla. Insomma, i deschi famigliari natalizi sono i meno adatti per esibire la nostra erudizione enoica e soprattutto l’occasione peggiore per proporre uno dei nostri gioelli di cantina.
Se alcol scorrerà sarà della peggior specie a giudicare da come si svuotano gli scaffali di vino in offerta in questo periodo, nei supermercati. I calici in cui si verserà saranno i più stravaganti e inappropriati e risorgeranno dalle credenze quelle oblunghe flute che fanno tanto capodanno.

Rassegniamoci e teniamo duro perché le feste passano presto, cosa che per noi amanti del buon vino significa tornare presto a bere come e con chi ci pare e piace.
Detto questo, sento di dovervi fare gli auguri ancor più sentitamente: perciò, Buon Natale da astemi a tutti!