Vorrei perorare la causa dei vini cosiddetti convenzionali, quelli che non disdegnano l’aiuto della chimica in vigna e in cantina, quelli che occupano le nostre tavole da decenni, da quando si è smesso di bere il vino del nonno, dello zio o del contadino vicino di casa (sebbene pure loro, un bel giorno, scoprirono la chimica). Basta con i continui attacchi alla loro presunta insalubrità! Sappiate, o bevitori seriali di calici bacchici, che l’alcool in sé vi condanna a morte certa e che la tanto vituperata e spaventevole anidride solforosa è contenuta naturalmente anche nel vino non convenzionale.

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Che poi vi bevete un vino non convenzionale in abbinamento ad una bistecca gonfia di ormoni, con contorno di verdure ingolfate di pesticidi e la salvezza del globo, della vostra salute e la coerenza si vanno a far friggere. Si sa, infatti, che l’abbinamento cibo-vino va fatto per contrapposizione con sole due eccezioni: quella dei cibi dolci, che vanno in accordo ai vini dolci, e quella dei cibi pieni di conservanti (che introiettiamo tutti i giorni) che si accompagnano con i vini non convenzionali.

Ormai non ci si salva dalla moda dei vini biologico/biodinamici, artigianali, indipendenti, non convenzionali, organici, ecc., che hanno la pretesa di dichiararsi “naturali” come se il filo di acciaio teso lungo i filari in vigna fosse messo lì da madre natura o come se i grappoli a settembre scendessero da soli dalla pianta e prendessero la via del tino di fermentazione. Hanno l’ardire di definire dei vini “naturali” solo perché le uve non subiscono trattamenti chimici in vigna e i mosti fermentano senza lieviti selezionati, e la solforosa non è aggiunta o è contenuta in dosi minori che negli altri vini e le chiarifiche non vengono compiute. maxresdefault
Trump sta per avviare una politica economica rivolta ad incrementare le spese militari, stornando gli investimenti fatti da Obama per la difesa dell’ambiente e noi ci stiamo accapigliando per dare nobiltà a dei vini ecosostenibili? Tempo sprecato.

Riserviamo, invece, ai vini convenzionali l’attenzione e il rilievo che si meritano: sono puliti, non si ammalano, non deludono da un anno all’altro, non passano mai di moda, sono degli evergreen. Soprattutto non fanno fare brutta figura.
Avete presente certe note olfattive disturbanti e urticanti, universalmente chiamate puzzette, di moltissimi vini “naturali”? Ci vuole del coraggio ad avvicinarvi il naso. Pari, pari a certi formaggi, tipo Fontina Valdostana, Puzzone di Moena e tantissimi altri che esalano odori raccapriccianti come risultato di azioni batteriche (e la Asl non interviene, perbacco???)…Che poi sono buoni, buonissimi questi formaggi…e pure quei vini fetidi, quando li assaggi, a volte ti stupiscono per la gradevolezza e l’originalità di gusto. Ma non vorrete mica offendere le narici dei vostri commensali sottoponendoli a simili miasmi?
Invece gli altri vini, quelli puliti, filtrati, senza puzze, non fanno fare brutte figure. Loro si presentano sempre in abito elegante quando gli altri, i “naturali”, arrivano spesso con le scarpe sporche di letame!

I vini convenzionali sono amici fidati dei sommelier di tutto il mondo, garanti della buona riuscita di una degustazione. D’altra parte, la scheda di valutazione di un vino nasce insieme a quei vini lì e su di essi è tagliata. Come fa, un povero degustatore, ad analizzare e valutare un vino bianco, naturale, non filtrato, macerato, con puzzette, senza derubricarlo tra i vini mal riusciti? Il vino naturale, poi, è perfido e si prende gioco del sommelier : dopo un bel po’ che se ne sta nel calice si ripulisce dalle puzzette (come se la bottiglia gli fosse stata stretta e una volta uscito tornasse a respirare) e libera profumi inaspettati, variegati e fluttuanti. Non è meglio il vino convenzionale che resta lì, fermo al suo posto, preciso, senza sorprese o trasformismi?

Insomma, mi aiutate nella mission di salvaguardia e difesa del vino convenzionale, minacciato seriamente dalla crescente moda di questi vini sudici, indefinibili e fuori controllo?

Ah, dimenticavo: un bel po’ di vini convenzionali sono anche molto, molto buoni.

Istruzione di lettura ex postvisto che qualcuno ha preso sul serio quanto ho scritto, chiarisco che c’è dell’ironia.